16 aprile 2019

16.4.19

Sedere pesante dell'addetto...

...questo l'ennesimo episodio che vi proponiamo in questa puntata, approfittando di una vignetta ironica di bastardidentro.


La mancanza di voglia di lavorare da parte degli addetti dell'infoatac continua ad essere evidente in numerosi tweet, tra questi ve ne proponiamo alcuni tra cui quello in risposta a Stefania che fornisce numero bus, direzione e nome fermata:


Il lavoro normale dell'addetto a questo punto sarebbe quello di cercare il numero della fermata: gli basterebbe andare sul portale atac, digitare il numero della linea, scegliere la direzione e infine posizionarsi sul nome della fermata richiesta. Meglio farsi servire tutto da Stefania su un piatto d'argento, no?


Peggio che andar di notte nel caso di Marta che indica solo nome fermata e direzioni delle linee: l'addetto dovrebbe (in teoria) cercare il nome della fermata e poi visualizzare i tempi di attesa di ben DUE fermate: troppo lavoro, troppa fatica per una persona che a fine mese prende comunque lo stipendio sia se il lavoro è stato fatto bene che se è stato fatto in modo deprecabile.
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15 aprile 2019

15.4.19

Il partenopeo internazionale...

...torniamo alla nostra libreria di fiducia per farci consigliare il libro di questo lunedì e...


...con nostra grande sorpresa, il libraio (che ormai sospettiamo abbia iniziato a leggere il nostro bloggheruccio) ci propone un libro sulla smania 'e turnà...a casa: un libro che sebbene parli dei colori di Napoli racchiude il sentimento comune a tanti emigrati, il sogno di ritornare a casa e vivere dove si è nati e cresciuti, con intorno le atmosfere e le tradizioni della propria terra.
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15.4.19

Negare fino all'ultimo!

Questo il "must" che gli addetti dell'infoatac devono seguire pur di non fare apparire l'azienda quello che è...

...o forse causa pesantezza del sedere di uno degli addetti al servizio informazioni peggiore d'Italia la causa di episodi come quello di questa puntata.

Ma andiamo per ordine.


Francesco lamenta un'attesa superiore ai 15 minuti della metro b in direzione laurentina e ironizza: "è regolare" (il disagio).


A questo punto l'addetto, come da routine, chiede all'utente dove si trovi con l'intento di fornire tempi di attesa. Francesco è già furioso per i 15 minuti (diventati 20) e pretenderebbe delle scuse, ma...


...l'addetto comincia a negare l'esistenza del ritardo, non si scusa e rimanda l'utente all'ormai celebre modello preaccartocciato per i reclami. Una triste conclusione che mette ancora una volta in evidenza la poca professionalità in ambito comunicativo dell'infoatac.


E che Francesco non sia un mitomane e non si sia inventato nulla ce lo conferma anche Filippo che alle 8.59 della stessa mattina twitta una foto dell'interno di un convoglio confermandoci viaggi disumani e tempi di attesa superiori ai 15 minuti.
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14 aprile 2019

14.4.19

Di svarioni e di ringraziamenti...

Puntata sulla lingua italiana, sconosciuta ad alcuni addetti cialtroni...ma anche di rigraziamenti per un 'vizio' mai estinto: il blocco dell'utenza.


E iniziamo proprio dal blocco di francesca, con il messaggio di "addio" che in italiano dovrebbe essere "grazie PER averci seguito". Oltre alla questione grammaticale c'è sempre il solito problema del blocco, una misura esagerata se confrontata con una parolaccia che qualifica opportunamente lo stato del sito ATAC, senza offendere alcuna persona e senza usare toni minacciosi.


Abbiamo poi un COME invece di un appena, locuzione che mette in evidenza quanto l'addetto in questione sia forte con i dialetti ma non con l'italiano


E proseguiamo con un POSSIMO (invece di possiamo, con una a sparita nel nulla), e un customer care che da maschile diventa femminile:


...e se qualcuno avesse qualche dubbio sul genere di questo servizio dal nome anglofono lo invitiamo a consultare la pagina apposita del signor Treccani:


Concludiamo con un errore mai sanato: la preposizione adatta per il complemento di stato in luogo. Premesso che "PRESSO" è la parolina magica che eviterebbe il ripetersi di questo errore, quando si parla di un luogo chiuso (ad esempio una stazione) è consigliato usare IN (in quale stazione ti trovi?) mentre quando il luogo è aperto (ad esempio una fermata) è vivamente consigliata la preposizione A (a quale fermata ti trovi?)


Grammatica da scuola media, probabilmente mai frequentata dall'addetto infoatac in questione.
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