19 settembre 2017

19.9.17

Severamente vietato NON fotografare (parte 2)

Grazie all'aiuto di @mercurioPsi ci siamo dunque addentrati nella selva dei 'tecnicismi legali' della questione "E' VIETATO FARE FOTO NELLE STAZIONI E SUI BUS" affrontata in parte nella puntata di stamane


Iniziamo da una legge italiana risalente alla seconda guerra mondiale: il Regio Decreto 1161/41 vietava la divulgazione di notizie (comprese foto e video) di edifici militari e di interesse civile che comprendevano stazioni e lughi pubblici strategici. Eravamo in guerra, pertanto era logico pensare che bisognava impedire il più possibile al nemico la conoscenza del nostro territorio.

La monarchia finì, la guerra mondiale pure e il parlamento italiano per un lungo periodo si dimenticò della legge...fino al 2010, quando con il decreto legge numero 66 del 9/10/2010 la norma del regio decreto in questione venne a cadere.

Ma la questione non finisce qui. Il cartello, segnalato da @giupo7 , presente sul tetto dei gabbiotti deve avere una ragione. Stessa cosa per uno dei capoversi in materia di foto presente nelle condizioni generali di trasporto che ATAC espone nelle stazioni della metro:


Nella terza colonna a destra, tra i divieti leggiamo:


(E' VIETATO) fare riprese per servizi televisivi, fotografici e cinematografici ... senza preventiva autorizzazione. Arriviamo dunque alla prima vera conclusione: se non siete giornalisti e non lavorate per la televisione o per il cinema potete fare tutte le foto e le riprese che vogliamo.

Ma non ci vogliamo fermare qui, visto che blog e internet sono 'novità' introdotte di recente che potrebbero essere considerate dei media come la televisione, le riviste o il cinema.


Il titolo del cartello esposto nelle varie stazioni della metro cita il D.P.R. numero 753 del 11/07/1980 e noi ce lo siamo andati a leggere tutto. Il decreto parla di norme di sicurezza ferroviaria, dei comportamenti dei passeggeri, di biglietti ma...di foto e riprese video nessuna traccia! Il nostro impavido @mercurioPsi ci ha inoltre procurato il documento esteso e ufficiale di ATAC aggiornato al primo Agosto del 2014 che regola le condizioni generali di trasporto:


In tutto il documento non c'è alcuna traccia sul divieto di far foto o riprese. Petanto, non essendo citato l'articolo o il numero di regolamento nel cartello esposto nelle stazioni e non essendoci menzione alcuna sul documento ufficiale di ATAC, possiamo dunque affermare con una certa sicurezza che giornalisti, registi o fotografi che siate o meno, siete liberissimi di riprendere e postare l'interno e l'esterno di stazioni e bus...se poi lo fate per denunciare le magagne e le mancanze di ATAC, ancora meglio!


P.S. se qualcuno volesse dire la sua in merito vi rimandiamo al modello per mettervi in contatto con noi in fondo alla pagina 'chi siamo'
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19.9.17

Severamente vietato NON fotografare.

@giupo7 e @mercurioPsi ci aiutano a sviscerare oggi l'annoso problema dello scattare foto o fare video all'interno delle stazioni della metro e sugli autobus. E' vietato o no?


Partiamo dunque da un episodio che ha coinvolto un nostro amico, che trovandosi a passare il 24 Agosto nella stazione di Eur Magliana, ha notato un secchione dell'immondizia fuori posto.
L'opera artistica, già inclusa nella nostra ultima puntata del #MoMatac, era stata collocata in un passaggio normalmente utilizzato da chi arriva da ostia (roma-lido) e da ionio/rebibbia (metro b) per accedere andare verso laurentina (metro b) o uscire dalla stazione (i tornelli sono alle spalle di chi ha scattato la fotografia).


L'opera si trovava accanto al gabbiotto di sorveglianza, per cui, notato da una guardia giurata, è stato avvicinato da questa che, scortata dai due militari messi a presidio dal ministero degli interni, ha chiesto al nostro amico di cancellare la foto.

"Legge antiterrorismo" - ha affermato con sicurezza la guardia giurata a fronte delle rimostranze del nostro amico che gli ha fatto presente che non esiste alcuna legge in merito e ha sfidato la guardia a citare l'articolo della legge o del regolamento ATAC. Ovviamente scena muta: la guardia si è limitata a ripetere "le chiediamo questa cortesia per motivi di sicurezza" ed è andata via.

Abbiamo già avuto dei "precedenti" con Giuliano (@Giupo7), addetto ATAC presente spesso al gabbiotto di Eur Magliana, con il quale abbiamo continuato ad avere un cordiale rapporto a distanza. Dopo che questo nostro amico ci ha inviato la foto e ci ha raccontato dell'avventura con la guardia giurata non abbiamo esitato a chiedere spiegazioni.


Scopriamo anzitutto che l'installazione artistica è frutto della cialtroneria di alcuni pulitori che dopo aver pulito hanno lasciato in mezzo il secchione. Ne approfittiamo per salutare cordialmente "la categoria" ed in particolare i pulitori che operano nelle stazioni della roma-lido di Bernocchi e Ostia Antica che abbandonano i sacchi di immondizia davanti l'ingresso delle stesse senza preoccuparsi del decoro.

Sorridiamo dunque di fronte al semplice 'discorso di sicurezza' che in ATAC continua a girare con la scusa della tutela della sicurezza di qualcuno. Nel caso specifico, la sicurezza dei passeggeri è stata messa a repentaglio da un 'pulitore terrorista': un'eventuale evacuazione improvvisa della stazione sarebbe stata ostacolata proprio dal secchio. Concludiamo quindi il nostro amico ha sbagliato a far la foto al secchio, l'avrebbe dovuta fare al pulitore! 


Ma torniamo a twitter: abbiamo provato a polemizzare affermando che i cartelli con il divieto di fumo sono sparsi per tutta la stazione e la gente fuma indisturbata, mentre quelli che vietano foto e riprese sono praticamente inesistenti. Giuliano invece ci ha segnalato, in una comunicazione privata, che i cartelli che vietano le foto ci sono e sono collocati sul tetto dei gabbiotti...in una posizione poco visibile.

A questo punto un'idea improvvisa è balzata nella nostra testa: IL GRANDE RACCORDO ANULARE!

No, non siamo impazziti. 

Abbiamo pensato ad un pezzo della celebre canzone di Guzzanti sul Grande Raccordo Anulare che a proposito della mucca pazza raccontava di una macelleria di fiducia di Tiziana, certificata da un cartello: 'so boni tutti a mettece na scritta su un cartello'



Avevamo capito che arrivato il momento di passare alle armi pesanti, di sviscerare defintivamente la questione e di chiedere aiuto all'espertone di carteggi con ATAC: il mitico @mercurioPsi !

(Continua...)
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18 settembre 2017

18.9.17

No more cats on the table II (la vendetta)

Continua il silenzio dell'InfoAtac di fronte ai tweet in lingua anglosassone dei turisti a cui dedichiamo una seconda puntata (qui la prima).


Tra i tanti casi di 'non risposta' vogliamo prendere quello emblematico di Maria Gonzales (@deca1001) che prova a chiedere l'indirizzo del modello preaccartocciato di ATAC per presentare formale reclamo. Visto che la versione in lingua inglese (ore 5.03) non sortisce alcun effetto, la poverina prova a tradurre in un italiano stentato alle ore 6.30 e...magia delle magie, l'infoatac risponde!


Altro giro, altro turista, altra magia!
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18.9.17

No more cats on the table!


@CrisAsorey protagonista di questa puntata all'insegna dell'ignoranza diffusa nell'infoatac. Iniziamo con un botta e risposta apparentemente 'normale' tra Cris e l'infoatac: domanda in italiano, risposta in italiano.

Sembrerebbe tutto regolare, se non fosse per un piccolo particolare: nella mattina dello stesso giorno la nostra eroina aveva provato a chiedere informazioni in inglese senza ottenere alcuna risposta dall'infoatac


Visto il tardare della risposta di infoAtac abbiamo provveduto noi a farle capire come funziona, o meglio, come non funziona il servizio di comunicazione all'utenza di ATAC: in inglese non rispondono (diversi turisti nei giorni precedenti ci avevano provato e non avevano ottenuto alcuna risposta).


Desolanti le conclusioni della nostra malcapitata: a Roma il trasporto pubblico fa schifo e chi è preposto a darti informazioni è un incapace.


Se da un lato riteniamo corretto che infoAtac non risponda in inglese perchè gli addetti non sono capaci di articolare due parole in lingua anglosassone (vedi strafalcioni registrati sulla nostra rubrica 'the cat is on the teibol'), dall'altro lato pensiamo che sia una follia che un'azienda di trasporto pubblico di una capitale europea qual Roma non sia capace di comunicare in inglese.


Basta muoversi di alcune centinaia di chilometri e approdare a Milano per scoprire che l'ATM, che trasporta abitanti e turisti nella città meneghina, non solo interagisce su twitter quotidianamente anche in lingua inglese ma possiede addirittura un account twitter dedicato ai 'travel alerts', tramite cui l'utenza riceve informazioni e notizie in lingua anglosassone.

Unico punto a favore dell'infoatac che a questo punto fa veramente sorridere è il tweet notturno che periodicamente l'infoatac manda anche ai turisti stranieri:


Come dire: il 'SIAMO CHIUSI' è meglio farlo sapere a tutti tutti tutti

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