8 maggio 2018

8.5.18

Il MOMATAC dei bimbi...

Specialissima puntata per grandi e piccini dedicata alla fantastica iniziativa "adotta un treno" che a febbraio ha consentito ad uno dei convogli della metropolitana di "vestirsi" con i disegni dei tanti piccoli partecipanti.


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7 maggio 2018

7.5.18

Bacchettate a gogò

Altra puntata sulla imperante cialtroneria bacchettona dell'infoatac

A casal bernocchi qualcuno ha rotto il vetro del tornello di ingresso. Per chi ogni giorno usa i mezzi e li paga con il proprio abbonamento è normale indignarsi per la mancanza di vigilanza. Per l'infoatac no. Ed ecco che arriva l'invito alla moderazione per il "non frega un cazzo".


Arriva un altro tweet-verità: all'addetto importa se scrivi parolacce, non importa perchè le scrivi, non importa quanto l'utente (che peraltro gli sta pagando lo stipendio) sia indignato per la poca cura che l'azienda ha per la sua struttura. Verità scomoda contentente un "idiozie" che fa nuovamente scattare la bacchettata dell'addetto cialtrone.

Insomma, se volete un buon esempio di
fallimento della comunicazione
vi basta leggere InfoATAC
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7.5.18

Abbonati...all'incompetenza

In questa puntata due episodi esemplari di quanta incompetenza ci sia alla base di alcuni addetti dell'infoatac.

Nel primo caso Lisa chiede se l'abbonamento da 35 euro sia valido sui treni regionali entro il raccordo. L'addetto dell'infoatac piuttosto che rispondere sì, elencare le stazioni-limite, proporre un link ad una pagina ad-hoc o cedere la parola all'account di trenitalia che si occupa della regione Lazio, risponde "a cazzo di cane" affermando che l'abbonamento è valido su tutto il territorio comunale di Roma; una risposta non-risposta che invece di chiarire la situazione rende il tutto più confusionario. 

Altro giro, altra corsa, altro abbonamento...perduto! In questo caso l'utente ha smarrito l'abbonamento mensile di tipo magnetico e chiede se è possibile duplicarlo. L'addetto dell'infoatac, su insistenza dell'utente, addirittura si preoccupa di contattare la biglietteria quando, sul portale atac, esiste una pagina apposita che spiega come funziona la baracca in caso di smarrimento del titolo di viaggio: se avevi la metrebus riesci a recuperare l'abbonamento (pagando al massimo 7 euro), altrimenti ti attacchi.
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6 maggio 2018

6.5.18

La pasionaria disattenta.

Da qualche tempo gira tra i social un post di una dipendente "modello" di #atac definita dai media "pasionaria" per la passione che mette nel difendere i colleghi autisti/tramvieri/macchinisti: Micaela Quintavalle.


Finchè i ragionamenti erano sulle aggressioni ai danni dei colleghi, non potevamo che concordare con lei ed esprimere solidarietà. Quando si è trattato di critiche alla dirigenza dell'azienda abbiamo dubitato ma non ci siamo espressi in merito.

Poi è arrivato questo suo post su facebook, con tanto di fotografia...e di dubbi ce ne sono venuti parecchi!

Già, perchè è facile parlare al mondo dei social con la maschera della sindacalista e denunciare la mancanza di mezzi per giustificare il cazzeggio in deposito (suo e dei suoi colleghi), ma dall'altro lato non chiedere all'azienda di poter assumere l'incarico di controllore ci suona come una bella presa in giro.

E' alla luce del giorno il fatto che ogni giorno migliaia e migliaia di persone utilizzino i mezzi a Roma senza pagare il biglietto, più e più volte abbiamo sentito la favoletta di nuove squadre di controllori per combattere l'evasione tariffaria (giubbe gialle, amministrativi etc). Purtroppo abbiamo anche sentito del misero fallimento di queste iniziative proprio per mancanza di volontari.
Stessa sorte è toccata ad iniziative di presenza ai tornelli delle metro per fornire assistenza alla clientela in difficoltà: ogni giorno assistiamo a gabiotti vuoti, macchinette mangiasoldi e passeggeri costretti a scavalcare i tornelli di ingresso (o di uscita) perchè non c'è nessuno che li possa aiutare. Fatto sta che l'azienda è in continua, eterna, trattativa con i sindacati (anche lei lo è) per ottenere una flessibilità di mansioni che fino ad oggi non c'è mai stata.


Ci chiediamo dunque quanto vero sia questo "amore" che Michelina pubblicizza sui social e sui media, quanto vera sia questa "resa degli autisti" di fronte al bus rotto ma soprattutto quanto autentica sia la voglia di lavorare (sua e degli individui che sponsorizza).

E' più facile farsi un selfie, dire che il bus è rotto, continuare a cazzeggiare in deposito o da qualche altra parte, far finta di chiedere scusa per lo stipendio rubato, che rimboccarsi realmente le maniche e fare qualcosa non scritta sul mansionario e darsi da fare per salvare attivamente una azienda che, salvo imprevisti, è destinata a chiudere.


Non sei abilitata a fare da controllore o l'azienda non te lo permette per problemi burocratici?
Piuttosto che sbobinare le lezioni di patologia generale perchè non vai a fare presidio insieme ai colleghi nelle stazioni in cui i gabiotti sono vuoti?


Multare, abituare i passeggeri a pagare il biglietto, aiutare l'utenza a mettersi in regola con il titolo di viaggio significa imprimere un cambiamento di direzione decisivo del destino dell'azienda...ma forse è meglio fare propaganda e prendere lo stipendio "a buffo" finchè la pacchia dura e chiedere scusa (a parole).

Glissiamo infine sull'argomento "colleghi indisciplinati", perchè ci sarebbe da scrivere intere biblioteche.
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