15 settembre 2018

15.9.18

Le grandi avventure nel mondo del disagio.

L'utenza atac è ormai da considerarsi specie intrepida e resistente visti gli apici del disagio che ogni giorno vengono toccati


Parliamo adesso di Nietta, alle prese con la linea 62 direzione traspontina, che alle 9.43 chiede i tempi di attesa.


5 minuti dopo, dopo i soliti convenevoli arriva il primo aggiornamento: bus a capolinea...


I minuti (tanti) passano e gli aggiornamenti non arrivano. Nietta si decide a sollecitare ricevendo notizie brutte: la vettura "prossima alla partenza" nel frattempo, in gran segreto, si è rotta e i minuti di attesa sono arrivati a 50.


Nel frattempo altri bus sfilano davanti agli occhi degli utenti in direzione opposta; arriveranno al capolinea e sosteranno non si sa per quanto, mentre nessun responsabile di linea si prenderà la responsabilità di anticipare la partenza (probabilmente in infoatac avevano altro da fare piuttosto che chiamare i responsabili e sollecitare)


Alle 10.14 l'ultimo tweet di Nietta,
nessuna ulteriore risposta da infoatac,
segno che han preso mooooolto a cuore il caso dell'utente.


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14 settembre 2018

14.9.18

Sempre in tempo reale, sempre aggiornati.

Continua la saga infinita di aggiornamenti in tempo (ir)reale dell'ufficio comunicazioni di atac


Quel che da sempre ci stupisce è la (in)capacità comunicativa quando il livello di disagio dell'utenza è già alto.


Esempio memorabile è quello della roma-lido del 2 agosto, i pendolari che vogliono rientrare a casa a ostia alle 16.59 scoprono che la prima corsa è alle 16.45 (come se fosse possibile tornare indietro nel tempo) e le successive ogni 15' quando normalmente la frequenza per poter soddisfare la richiesta senza disagi è di 10'


memorabile la risposta di un utente all'annuncio...

...ma non finisce qui!


Dalle 17 in poi nessun nuovo aggiornamento su twitter. "Poco male" - uno pensa - "vado sul sito atac e guardo gli aggiornamenti in tempo reale"

Peccato che alle 17.41 in stazione è stato annunciato il cambiamento di orario (17.50) e sul sito atac l'orario è ancora quello vecchio. Un minuto dopo, con molta calma, infoatac comunica l'aggiornamento dell'orario anche sul sito...tanto il disagio è dell'utenza, mica di chi è addetto alle comunicazioni in un climatizzatissimo e confortevole ufficio.







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13 settembre 2018

13.9.18

Punto e basta.

Poco importa la missione principale dell'infoatac, aiutare l'utenza...per alcuni addetti "basta solo rispondere", sintetici, insulsi e cialtroni.


Accade dunque che Marco chieda della linea 115 alla fermata 79756 ma...


...la linea non è attiva.

Punto e basta.

Nessuna scusa, nessuna giustificazione, nessuna previsione di ripristino, ma soprattutto nessuna disponibilità ad aiutate l'utente suggerendo linee o percorsi alternativi per raggiungere la meta finale.

L'utenza atac è in mano a queste bestie immonde e incapaci che meriterebbero il licenziamento immediato.
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12 settembre 2018

12.9.18

Il grande bluff


Per la serie "freghiamo la comunità", parliamo oggi del nuovo servizio che da un paio di gioni è attivo sulla rete ATAC: il collegamento tra il deposito di Tor Pagnotta, via Laurentina e il centro città




Tale servizio, annunciato in pompa magna da amministratori e ATAC, è di fatto una DOPPIA FREGATURA ai danni della comunità, oltre che un'iniziativa propagandistica dell'amministrazione comunale che di fatto non migliorerà ne potenzierà il servizio attuale.

La prima fregatura è per l'utenza del servizio: il servizio non ha orari e non rispetterà orari; i mezzi passano quando e come vogliono loro in base ai turni degli autisti che vanno a prendere servizio o ritornano in deposito. Impossibile protestare se il mezzo non passa: l'orario non c'è. Impossibile protestare se l'autista salta la fermata: qualsiasi scusa sarà buona per far passare per "non in servizio" il mezzo in questione


La seconda fregatura, secondo noi molto più grave, è per tutti: il servizio verrà fatturato al comune in termini di km effettivamente erogati e ATAC riceverà dalle casse del comune dei soldi senza aver fatto alcun tipo di sforzo; questi mezzi infatti, per forza di cose, devono uscire e rientrare in deposito durante la giornata a prescindere dalla presenza di queste "nuove linee". La mancanza di orari garantiti poi è un assist fantastico per ATAC.

A dirla tutta infine, non è nemmeno una grande genialata di questa nuova amministrazione: esistono già numerose linee fatte con lo stesso criterio, con scarsissima affluenza (vedi fregatura numero uno) e che servono a far incassare soldi facili ad ATAC.

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