16 febbraio 2019

16.2.19

Tosse e raffreddore: le cure della nonna

Sin da piccoli abbiamo conosciuto i rimedi fatti in casa che ci venivano imposti per risolvere i problemi che il raffreddore provoca...



...e con i bambini in casa alla fine, vuoi o non vuoi, quei rimedi antichi che magari da piccoli si odiava tanto tornano utili. In questa puntata ve ne proponiamo uno spiegandovi le basi scientifiche su cui si basa.

Vi parliamo del rimedio della cipolla sul comodino, infallibile quando, nel bel mezzo della notte, il vostro cucciolo si sveglia perchè non riesce a respirare bene per il troppo muco o ha la tosse devastante. Piuttosto che i vari intrugli da spalmare sul petto, sciroppi e sciroppini, sturanasi a base di soluzione fisiologica o aerosol notturni, basta una semplice cipolla tagliata in due e poggiata sul comodino accanto al letto per trasformare in una notte tranquilla una notte che potrebbe essere insonne e tormentata. Testata da noi in più occasioni, ve ne spieghiamo adesso il perchè.



L'odorino che la cipolla emette è in realtà un potentissimo antibatterico che in pochissimo tempo riesce disinfettare l'aria e a liberare magicamente naso, gola e polmoni da tutte le schifezze che impedivano al nostro cucciolo di riposare tranquillamente. Si tratta della stessa proteina che quando la stiamo tagliando ci causa quel terribile lacrimare: è infatti irritante se liberata in grandi quantità. Effetto collaterale di questo rimedio, efficace anche sugli adulti, sarà un risveglio "all'odore di cipolla", sicuramente più sopportabile di una notte insonne. Dopo una notte tranquilla possiamo infine riciclare la cipolla in cucina come ingrediente per preparare un pranzo o una cena o metterla in frigo, in un contenitore ermetico, e tornare a utilizzarla la notte seguente (ricordando che perde efficacia con il passare del tempo).

Ultimo caveat, o meglio, raccomandazione: non sottovalutare mai i sintomi del raffreddore, bere tanta acqua, mangiare cibi sani e affiancare sempre la medicina tradizionale ed un eventuale consulto medico ai rimedi della nonna.

Nota: vi ricordiamo che abbiamo proclamato Febbraio mese infoatac-free.
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15 febbraio 2019

15.2.19

Virus, il gioco delle medicine e degli organi

In questa puntata parliamo di un altro divertente gioco di carte: virus.


In questo curioso gioco di carte vengono coinvolti virus, medicine e organi del corpo umano: cervello, stomaco, ossa e cuore. Il gioco inizia con un mazzo di carte al centro e tre carte per giocatore (da 2 a 6 giocatori). Ciascun giocatore è un dottore che deve curare il proprio paziente e danneggiare quelli degli altri giocatori. Ad ogni turno ogni giocatore gioca una carta e ne ripesca una oppure scarta da una a tre carte e ne pesca altrettante dal mazzo.


Le carte-azioni che possono essere giocate sono di diverso tipo:
  • carte organo: vengono posate davanti al giocatore e costituiscono un nuovo organo trapiantato nel paziente
  • carte virus: usate per infettare gli organi dei giocatori avversari a sua scelta. La carta viene posata sull'organo scelto e, se l'organo ha già un virus, esso viene estirpato (carte virus e organo finiscono nel mucchio delle carte scartate)
  • carte medicina: usate per curare i propri organi, toglie l'infezione infettati di un virus (carta virus e carta medicina finiscono nel mucchio delle carte scartate) oppure 'vaccina' un organo (si posa la carta medicina sopra), neutralizzando un eventuale carta-virus che gli altri potranno usare contro, oppure immunizzare il proprio organo (già vaccinato) ed essere immuni a qualsiasi virus (si posa la seconda carta medicina sulla prima)

Ma non è tutto: le carte medicina o virus possono essere specifiche per un determinato organo o utilizzabili su tutti, esistono carte-organo jolly e numerose carte speciali che rendono ancora più divertente il gioco come ad esempio il furto o lo scambio di un organo con un altro giocatore, il trasmettere i virus dei propri organi agli altri avversari etc.

Scopo del gioco è riuscire ad ottenere i quattro organi sani davanti a se. Piccola pecca: le istruzioni del gioco originale non sono disponibili in italiano.

Nota: vi ricordiamo che abbiamo proclamato Febbraio mese infoatac-free.
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14 febbraio 2019

14.2.19

Antivirus sullo smartphone Android: è necessario?

Sin dagli albori degli smartphone Android si è sentito parlare di antivirus anche per questi dispositivi. Vediamo oggi di capire se è realmente necessario.


Esistono (come c'era da aspettarsi) due scuole di pensiero: quelli che ritengono un'eresia installare un software per la protezione da virus e malware sugli smartphone e tablet Android, e altri che pensano sia ormai un'esigenza fondamentale quella di installare simili app. La verità dovrebbe stare nel mezzo: non è possibile prescrivere senza alcun appello l'installazione di un antivirus né consigliare di astenersi dal farlo. Si tratta di decisioni che vanno valutate sulla base del proprio comportamento online, sullo stato del dispositivo, sulla sua configurazione e rispetto alle proprie abitudini.


Bisogna anzitutto dire che Android non è un sistema intrinsecamente insicuro: storicamente sono state scoperte più vulnerabilità di altri prodotti non deve trarre in inganno ma, trattandosi di un prodotto opensource, chiunque ha potuto studiarlo e rilevarne vulnerabilità più facilmente rispetto a sistemi "proprietari" a sorgente chiuso. Non è dunque il numero di falle di sicurezza venute a galla ma la velocità con cui esse sono risolte e, soprattutto, il lavoro che viene compiuto per sanare le problematiche sfruttabili all'atto pratico che possono farci affermare con una certa sicurezza che con un sistema di Android possiamo stare abbastanza tranquilli.


C'è però da dire anche che spesso e volentieri i dispositivi vengono "abbandonati" dai rispettivi produttori e in breve tempo, soprattutto per ciò che riguarda i dispositivi di fascia medio-bassa, gli utenti non ricevono più alcun aggiornamento per Android fatto che rende il sistema operativo vulnerabile proprio per la mancanza di aggiornamenti per la sicurezza più recenti, distribuiti a cadenza mensile da Google.

Ecco dunque cosa tener presente prima di decidere se installare o meno un antivirus.

1. Il sistema operativo non aggiornato: accedere alle impostazioni di Android e toccarndo "Info sul telefono" o "Info sul tablet" cercate la voce "Livello patch sicurezza Android". Troverete una data riferita all'ultimo aggiornamento di sicurezza installato, data espressa nel formato AAAA-MM-GG. Con un aggiornamento risalente a parecchi mesi prima, è bene verificare la disponibilità di aggiornamenti per Android rilasciati dal produttore dello smartphone o del tablet. Nel caso in cui non fossero disponibili, è bene valutare la migrazione a una ROM non ufficiale ma conosciuta e approvata dalla comunità (lavoro per utenti esperti) o pensare ad installare un antivirus. Una versione non aggiornata di Android può significare esporsi a rischi: applicazioni di terze parti possono sfruttare eventuali falle di sicurezza anche per "impadronirsi del nostro dispositivo".


2. Si visitano spesso siti web dal contenuto sconveniente. Di solito, anche visitando siti web dal contenuto sconveniente, eventuali codici particolarmente aggressivi non dovrebbero arrecare alcun danno perché non sono in grado di ottenere il controllo completo del nostro telefono e di provocare l'installazione di applicazioni "malevole". E' bene però verificare di aver installato e di utilizzare le ultime versioni del browser web prescelto e di non stare utilizzando un browser che abbia "i diritti di root". L'installazione di un antivirus per Android può, in questo caso, proteggere l'utente evitando ad esempio che incappi, durante la navigazione, in offerte pubblicitarie truffaldine, come per esempio quelle che talvolta compaiono improvvisamente a schermo intero.


Gli annunci "rompiscatole" non possono far danni se non creare qualche fastidio agli utenti; è importante però non toccare "OK" e astenersi dal conferire qualunque tipo di dato personale. Le pubblicità truffaldine provano spesso ad attivare servizi a valore aggiunto, abbonamenti a servizi premium a pagamento, che possono prosciugare il nostro credito telefonico.


3. Il dispositivo mobile è stato sottoposto a rooting. Se non avete la più pallida idea di cosa voglia dire "rooting" potete tranquillamente saltare questo punto: la facoltà di sottoporre il dispositivo a rooting viene solitamente fatta dagli utenti esperti per ottenere maggiore controllo del proprio dispositivo. Allo stesso tempo chi sfrutta tale procedura per acquisire i privilegi più estesi in assoluto dovrebbe essere consapevole del fatto che le app installate possono compiere modifiche a basso livello sulla configurazione dello smartphone o del tablet, un'operazione avventata che può compromettere non soltanto la navigazione online ma anche la riservatezza di tutti i dati gestiti sul dispositivo e delle credenziali ivi memorizzate. Sui dispositivi sottoposti a rooting, soprattutto se utilizzati da utenti non sufficientemente esperti, l'installazione di un antivirus per Android è consigliatissima.

Nota: vi ricordiamo che abbiamo proclamato Febbraio mese infoatac-free.
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13 febbraio 2019

13.2.19

Mobilità green...è ora di cambiare? (reprise)

Continuiamo l'esplorazione del mercato della mobilità elettrica parlando adesso delle wall-box, le colonnine di ricarica per le auto elettriche.


Lo facciamo tornando a parlare di incentivi che il governo ha previsto quest'anno: oltre all’Ecobonus, ovvero l’incentivo elaborato per spingere le auto a basse emissioni, la Legge di Bilancio 2019, approvata dalla Camera il 30 dicembre scorso dopo settimane di dibattiti e polemiche, prevede agevolazioni per l’installazione delle colonnine domestiche.


Le spese detraibili riguardano, citando la legge, “le infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica”, e valgono sia per l’acquisto, sia per la posa in opera. La cifra massima detraibile è il 50% delle spese sostenute su un tetto massimo di 3.000 euro. Le detrazioni saranno suddivise in 10 rate annuali di importo uguale e valgono "anche nel caso in cui queste ultime siano installate sulle parti comuni di edifici condominiali".


La colonnina può contenere diversi punti di ricarica (non è specificato alcun limite). L’importante è che l’infrastruttura non sia accessibile al pubblico. Le spese devono essere documentate ed effettuate nel periodo che va dal 1 marzo 2019 al 31 dicembre 2021. In pratica, grazie alla legge finanziaria si potrà risparmiare fino a 1500 euro per l'acquisto e la posa delle colonnine di ricarica.

Nota: vi ricordiamo che abbiamo proclamato Febbraio mese infoatac-free.
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